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sabato 11 giugno 2011

Torta salata di fave e asparagi bianchi

Vi ho detto di Diana, l'amica di Sara; vi ho parlato di Cristina, che è venuta a trovare me. Non mi resta che dirvi chi è venuto a trovar Valentina!
Si tratta di Linda, che come lei e me ha la passione per la cucina.
Caso vuole (su! Credetemi che non l'ho fatto apposta!) che io stessi uscendo dal portone proprio nel momento in cui l'ascensore si apriva facendo uscire un vassoio seguito da una bella ragazza.
Più concentrata sul vassoio che sulla bella ragazza, ho trattenuto la porta dell'ascensore per aiutare...e non ho potuto fare a meno di commentare il profumo che sentivo!
"Quando si è invitati a cena, non si può arrivare a mani vuote!", ha sorriso.
"Certo che no!", ho risposto di rimando...e già sapevo che avrei chiesto a Vale la ricetta!!!

Ebbene...Ecco a voi la ricetta della..


Torta salata di fave e asparagi bianchi, di Linda



Ingredienti
per la base
300 gr di farina 00
150 gr burro
1 uovo
acqua q.b.
sale
per il ripieno
500 gr asparagi bianchi
500 gr fave
5 uova
50 gr farina 00
1/2 l di latte
sale
noce moscata
grana

Per la brisee: impastare la farina con il burro e l'uovo, aggiustare di sale, se è troppo consistente aggiungere un pò d'acqua. Far riposare in frigo fino al momento di stenderla.

Sgranare le fave eliminando anche la pellicina che ricopre ciascun seme e tenerle da parte.
Mondare gli asparagi, tagliando la parte finale e le fibre esterne con un pelapatate. Metterli in ammollo in acqua per eliminare eventuali residui di sabbia.
Lasciare le punte intere (circa 3 cm) e tagliare il resto a tocchetti piccoli.
Far saltare in padella con un pò di olio, salare e pepare a piacere. A fine cottura aggiungere le fave e un pò di burro (le fave devono appena scottarsi).
Mescolare uova, farina e latte e formare una pastella; aggiustare di sale e noce moscata.
Stendere la pasta su due teglie ricoperte con carta forno; distribuire su ognuna metà delle verdure, spolverare abbondantemente con formaggio grattuggiato poi versare delicatamente metà della pastella.
Infornare in forno caldo a 200° per 20 min.

E con questa bella ricetta, Linda saraà presente al nostro Buffet!

martedì 7 giugno 2011

Verdure ripiene alla genovese

...Vi state forse chiedendo quale fosse il contenuto del secondo vassoio che Diana aveva in mano???
L'ho chiesto direttamente a lei e la sua risposta è stata "Verdure ripiene!"
Mi ha spiegato che la tecnica del ripieno è caratteristica della cucina ligure e che dall'insieme dei diversi ingredienti, anche molto semplici e poveri, riesce ad ottenere risultati sorprendenti per gusto e finezza. Il ripieno è sempre di magro, nella cucina ligure, quindi senza carne e di questo si fa un vanto: a Genova il magro è stato una necessità, poi è diventato uno stile.
Pare che si debba usare la mezzaluna, se si vuol seguire la ricetta originale della tradizione: così il ripieno non diventerà troppo fine. Inoltre si può aggiungere qualche falda di fungo e noce moscata.
...Io vi posso garantire che quel profumo era delizioso già così!
Ad ogni modo...Interessante la breve conversazione con Diana! Spero proprio che Sara la inviti spesso!!!!
Ah....Volete la ricetta?
Eccovi accontentati!!!

Verdure ripiene alla genovese, di Diana



Ingredienti
500 grammi di cipolle
300 grammi di zucchine
100 grammi di ricotta o prescinseua (quagliata ligure)
2 uova
un rametto di maggiorana
uno spicchio d'aglio
un ciuffo di prezzemolo
un cucchiaio di formaggio grana grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale

Fate lessare le verdure e scolatele al dente. Tagliate le zucchine a metà e sfogliate le cipolle in modo da ottenere tante scodelline. Con un cucchiaino svuotate le zucchine e tritatene la polpa, e fate lo stesso con qualche scodellina di cipolla. Soffriggete l'aglio e il prezzemolo tritato nell'olio, unite la polpa delle verdure mescolando. Regolate di sale e fate cuocere qualche minuto per insaporire. Fuori dal fuoco unite al composto la maggiorana tritata, il formaggio grana, le uova, la ricotta, amalgamando bene il tutto. Riempite le zucchine e le cipolle. Oliate un tegame, allineatevi le verdure e infornate a fuoco medio.

Anche con questa ricetta, Diana sarà al nostro Buffet in giardino!

Torta verde "Turtelu"

Nel nostro Condominio c'è stato un gran via-vai, in questo week-end lungo! Complice anche il maltempo, chi aveva organizzato belle gite fuori porta e pic-nic in compagnia di amici e parenti, s'è ritrovato aspostar la sede dell'evento direttamente a casa!
Perchè dico così?
Perchè ne ho le prove!!!
Non ho visto tanti vassoi girar per scale ed ascensore come in questi giorni!!!!
Devo ammettere che anche io ho avuto i miei ospiti...ma dei miei ve ne parlo poi.
Mi diverte l'idea di rendervi partecipi di queste mie scoperte! Ricette rubate qua e là agli ospiti delle mie Adorate Vicine!!!! Ecco dunque che inizia la sfilata!

Partirei dalle ricette di Diana, l'amica di Sara.
Come potevo non aiutarla? L'ho sentita borbottare qualcosa contro il suo ombrello ed i vassoi! Giustamente era in difficoltà a tenerli ben dritti mentre chiudeva l'ombrello!
Non vi posso spiegare che profumini mi son trovata a gestire, reggendole i vassoi! Mi son limitata ad augurarle una buona giornata, ma poi non ho resistito ed ho chiesto a Sara...
Che delizie si son pappate, quel giorno!!!
Diana ha però già detto che porterà tutto al Buffet! Così avrò modo di assaggiare anche io i suoi manicaretti della tradizione ligure!


Torta verde "Turtelu", di Diana


Ingredienti
Per la sfoglia
500 grammi di farina 00
un cucchiaino di sale fino
olio extravergine di oliva
acqua q.b.
Per il ripieno
1500 grammi di bietole
una cipolla o un cipollotto
un porro
5 uova
un bicchiere di riso
sale grosso
pepe o peperoncino
un bicchiere di olio evo
400 grammi di parmigiano grattugiato


Preparare subito la sfoglia con farina acqua fredda olio e sale, impastare bene e lasciare riposare coperto.
Far stufare il porro in olio e (acqua o vino bianco) cipolla o il cipollotto aggiungere un po’ di peperoncino se gradito e spegnere il fuoco.
Tagliare le bietole (con l’aggiunta se l’avete di cardelle, borragini, finocchietto) a coltello dopo averle ben lavate, scolate e asciugate, aggiungere il riso crudo e il sale grosso. Unire al trito il composto di porro stufato.
Mescolare bene aggiungendo le uova , la maggiorana, il formaggio grattugiato, l’olio e lasciare riposare il composto.
Appoggiare la sfoglia sul testo precedente unto leggermente d’olio e rovesciare il composto di bietole , pareggiare bene, stendere bene l’altra sfoglia sulla precedente, rifilare il cordone, se gradito arrotolarlo, bucare la sfoglia mediante la forchetta facendo bene attenzione a non bucare anche quella che è sul fondo.
Preparare una salamoia composta da olio e acqua e irrorare bene la superficie della torta. Infornare a 180/200 gradi per 25/30 minuti.


...E con questa bella e gustosa ricetta, Diana sarà al nostro Buffet!

giovedì 2 giugno 2011

Frittelle di fiori

Che acquazzone!!! Anzi....A dirla tutta ha anche grandinato.
Ed i bei fiori che bordano il vialetto del nostro cortile adesso sono tutti sofferenti per i colpi subiti. Ma quell'aria sofferente è accentuata dalla luce cupa e grigia che ci offre questo tempo! E poi Ivana si prende cura di loro in modo egregio!
Ne parlavamo giusto l'altro giorno, del giardino e dei fiori di quest'anno con i loro bei colori sgargianti!
Beh...Che Ivana conosca le erbe spontanee e le usi per certe sue ricettine, ormai lo sappiamo tutti! Ma ho scoperto che anche dai fiori ricava delle vere e proprie delizie!
Mi ha dato le ricette, ma ormai dovrò aspettare l'anno venturo per sperimentare le sue frittelle...


Frittelle di fiori d'acacia, di Ivana


Ingredienti
10 cucchiai di farina
1 uovo
latte
fiori d'acacia (una decina di grappolini)

Mescolare la farina con l’uovo e aggiungere il latte, quanto ne basta per ottenere una pastella morbida. Lasciare riposare una mezz’ora.
Nel frattempo sciacquare molto velocemente i grappolini di fiori e sgranarli eliminando la parte che li lega insieme. Praticamente usare solo i fiori, come appaiono nella fotografia.
Versare i fiori nella pastella e mescolare delicatamente.
Friggere in olio d’oliva bollente, a cucchiaiate, facendo prendere colore da entrambe le parti. Eliminare il grasso superfluo appoggiando le frittelle su carta per fritti.
Non ho aggiunto zucchero perché i fiori di robinia hanno un gusto dolce e preferisco sentire il loro profumo che rimane anche dopo la frittura e non alterare il loro sapore naturale.
Volendo si potrebbero comunque spolverizzare con zucchero a velo.


Frittelle di fiori di sambuco e salvia, di Ivana


Ingredienti
10 cucchiai di farina
1 uovo
latte
una decina di fiori di sambuco
3 o 4 foglie di salvia
olio di oliva

Preparare una pastella morbida mescolando farina, uovo e latte.
Unire i fiori di sambuco dopo aver tolto le parti più dure e le foglie di salvia spezzettate finemente.
Friggere in olio bollente, togliere l’olio in eccesso e gustare
Volendo si può dare una spruzzata di zucchero a velo.

Per questa ricetta ho preso spunto dai biscottini preparati qualche tempo fa da Elisa, la nostra Massaia Canterina. Mi sono messa a canticchiare anch’io mentre friggevo!!!

Ehehehehe! Ed io dal 3° piano quasi la sentivo, mentre friggeva con le finestre giustamente spalancate!!!!

A parte gli scherzi....
Con queste due golose ricette, Ivana partecipa a queste belle iniziative:


giovedì 19 maggio 2011

Risotto e frittata coi bruscandoli

Oggi mi è successa una cosa strana. Strana ma piacevole!
Stavo per uscire di casa per fare delle commissioni ed ero già un po' nervosetta perchè stavo tardando rispetto ai miei programmi....E quando poi si tratta di andare all'ufficio postale, sai quando entri e mai quando esci!
Beh. Ero di fretta.
Apro la porta di casa mentre già faccio il passo che mi permette di uscire, ed il mio piede urta un sacchetto.
Lo guardo. Che razza di roba può essere?
Una parte di me, quella pratica, si è innervosita di più restando con gli occhi puntati all'orologio. Ma è stata la parte più curiosa e bambina a prendere il sopravvento. E così mi sono chinata e ho visto che il sacchetto ne conteneva un altro, coi manici legati fra loro. Dentro a questo....erba.
La questione sarebbe stata troppo lunga da risolver subito, e così ho fatto le mie commissioni lasciando il sacchetto accanto all'ingresso. Quando son tornata ho scoperto che oltre all'erba c'era anche un foglio, piegato.
Non conoscevo la grafia di Ivana! Ed è stato bello scoprirla!
Quella che ritenevo erba è una parte del luppolo. Io ero convinta che col luppolo si potesse fare solo la birra.... E invece eccomi davanti due sue ricette da fare con questi... bruscandoli!
Mi ha messo anche le foto...
Proverò!
Come si fa ad avere delle brutte giornate, con delle Vicine come le mie???
Beh... Vi lascio le ricette di Ivana!


Risotto coi bruscandoli, di Ivana



Ingredienti
2 pugni di riso a persona + 1 per la pentola
1 mazzetto abbondante di bruscandoli (germogli apicali del luppolo)
burro o margarina per mantecare
1 dado o sale quanto basta
un paio di sottilette

Far appassire i bruscandoli ben lavati e tagliati a pezzetti in un po’ d’acqua. Quando l’acqua sarà consumata e i bruscandoli saranno morbidi unire il riso, il dado spezzettato e acqua calda ogni volta che serve. Mescolare ogni tanto. Verso fine cottura aggiungere il burro e le sottilette, che daranno un aspetto più cremoso.



Frittata con i bruscandoli, di Ivana


Ingredienti
un mazzetto di bruscandoli (germogli apicali del luppolo)
2 uova a persona
una noce di burro o margarina

Lavare bene i bruscandoli e metterli, tagliati a pezzetti (va utilizzato solo il cimino – 7/8 cm ) e coperti d’acqua, nel tegame che servirà per la frittata. Quando l’acqua sarà consumata e i germogli appassiti e morbidi, aggiungere il burro e le uova sbattute con un pizzico di sale.
Procedere come per una frittata normale, rigirandola in modo che prenda colore da entrambe le parti.
Si potrebbero aggiungere anche altri aromi, ma si perderebbe il sapore particolare dei bruscandoli.
La ricetta è chiaramente primaverile e si potrebbe approfittare di una gita fuori porta per la raccolta.


Con quest'ultima sua ricetta, ivana partecipa al contest organizzato da "MammaPapera's Blog"

lunedì 18 aprile 2011

Kranz

Ho deciso che, tempo bello oppure no, è arrivata la primavera!
Ed anzi ho deciso che è anche ormai primavera inoltrata! E quale cosa potevo fare per rendere questo concetto più reale? Ovviamente comperarmi dei bei fiori da mettere sul balcone! E così ho passato il pomeriggio a sistemare viole mammole in cassette, giocando con il terriccio come i bambini giocano al mare con la sabbia! No…Nessun castello fra le mie viole! Solo fiori!!!
In ogni caso ad un certo punto è uscita sul balcone anche Valentina. Mi ha vista tutta indaffarata e abbiamo iniziato a scambiar quattro chiacchiere.
E così, partendo dalle solite considerazioni sul tempo e sulla stagione –e sui miei deliziosi fiori!- siamo finite a parlar del pranzo di Pasqua e dei dolci che potremmo fare.
Valentina mi ha parlato di un dolce particolare che mi ha incuriosita non poco!
“Il Kranz di Pasqua è un dolce tipicamente austriaco con una preparazione abbastanza impegnativa, soprattutto se si vuole che tutte le basi siano fatte in casa!” mi ha detto.
“Non l’ho mai sentito nominare, questo Franz. E’ stato fatto in onore di Francesco Giuseppe d’Austria?”
S’è messa a ridere, ma io non ho capito subito il motivo. Poi mi ha ripetuto “Kranz, Elisa! Con la K!!!”
Credo di esser diventata bordeaux come alcune delle mie mammole! Per fortuna Valentina è stata discreta e ha continuato, senza infierire: “E ci credi che me ne sono innamorata a Venezia?!”
“Aiuto, ora mi perdo! Ma non era austriaco, Vale?”
“Sì! Ma sai che io ho fatto la laurea specialistica a Venezia…E il kranz è un dolce presente in moltissime pasticcerie veneziane! Per me era il modo di tirarmi su nelle giornate nere!”
“Speriamo non ce ne siano state troppe, però! Ma…Lo trovavi solo nel periodo di Pasqua…”
“No! Lo si trovava proprio con l’etichetta ‘Kranz di Pasqua’, ma c’era sempre!”
“Una garanzia, allora, contro le giornate nere!” Mi son messa a ridere.
“Eh già! Alla fine era un bell’intermezzo anche nelle giornate buone! Il connubio tra panbrioches e pasta sfoglia è una cosa assolutamente divina! Dovresti provarlo, Elisa: è fantastico!”
“Da come ne parli non fatico certo a crederti, Vale!” …e ormai lo sentivo che il momento in cui mi avrebbe snocciolato dosi e ingredienti era vicino!!!
“E pensa: pur avendolo mangiato molto spesso, mi sono cimentata nel farlo una volta sola!”
“A Pasqua, suppongo!”
“Macchè!!!! Non sono mica così banale io!!!! Lo feci per la festa del papà! Volevo sorprenderlo con effetti speciali, facendogli provare una cosa assolutamente nuova e inaspettata! E ci riuscii!!!!”
Ormai eravamo assorbite entrambe dal nostro mare di parole…Chi ci avrebbe fermate più?!
“Sono partita dalla ricetta del Nanni”, ha continuato. Poi ha avuto un indugio, probabilmente vedendo la mia espressione. “Oh, se non sai chi è il Nanni, te ne parlerò, un giorno di questi! Di lui e dei corsi di Adriano e Paoletta! Comunque, tornando al kranz… Ho fatto la ricetta adattandola ai gusti della mia famiglia: ho tolto uvette e canditi, inserito la marmellata e ho utilizzato il lievito madre invece che il lievito di birra!”
“Beh…Un po’ di modifiche le hai fatte!!!” Ho scherzato per questa ricetta tradizionale pressoché stravolta nella versione Valentinian-anarchica!
“E infatti ‘Il Nanni’ mi ha rimproverato per aver tolto uvette e canditi…ma cosa ci vuoi fare? Se un ingrediente non piace, non piace!”
Eh! E non ha neanche tutti i torti!
E così eccoci alle prese con la ricetta dei Kranz nell’anarchica versione di Valentina. Ma che ci volete fare? Se è buona, è buona!!!


Kranz, di Valentina




Ingredienti
Pasta sfoglia 300 gr

300 Farina (50% Manitoba 50% farina 00)
Latte 75 gr
100 gr Lievito Madre
2 Uova
50 gr Zucchero
75 gr Burro
Scorza grattugiata di 1 arancio
Sale un pizzico
Marmellata di pesche Rigoni


Per la sfoglia
:
io ho usato passo passo il procedimento di Paoletta che si trova qui

Per il Panbrioches
:
Sciogliere il lievito madre nel latte intiepidito e versarlo al centro della farina messa a fontana.
Tirare fuori il burro dal frigo, schiacciare ed ammorbidire la quantità necessaria e grattugiarci sopra la scorza di un arancio.
Aggiungere all'impasto col lievito un uovo alla volta e lo zucchero impastando bene dopo ogni aggiunta.
Per ultimo aggiungere il sale ed impastare finchè avrà raggiunto una consistenza morbida ma non troppo appiccicosa.
Aggiungere il burro morbido con le scorze d'arancio un terzo alla volta aspettando il perfetto assorbimento tra un aggiunta e l'altra.
Lavorare l’impasto sulla spianatoia prendendolo da destra e sbattendolo in avanti in modo da allungarlo, quindi richiuderlo in modo da incorporare aria. Quando avrà fatto il velo, metterlo a riposare in una ciotola coperta da pellicola fino al raddoppio. Io l’ho fatto la sera verso le 21 e ho ottenuto il raddoppio la mattina successiva.
Dare un paio di giri di pieghe di tipo 2 e lasciare sempre coperto a campana con la chiusura sotto per 30' circa, dopodiché formare.

Formatura
Stendere la pasta sfoglia e la pasta brioche in due rettangoli di uguali misure.
Da ciascuna pasta si dovranno ricavare 3 rettangoli uguali.
Sovrapporre i rettangoli partendo da uno strato di pasta brioche e finendo con quello libero di pasta sfoglia e pennellando ogni strato con un velo di marmellata.
afferrare il Kranz agli estremi e torcerlo attorno all'asse longitudinale.
Posarlo su una placca coperta con un foglio di carta forno, lasciar lievitare un altro paio d’ore, spennellare brevemente con l'uovo e cospargere di zucchero.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40' circa.


...E con questa ricetta, la nostra Valentina, partecipa a due bellissime iniziative!


venerdì 15 aprile 2011

Risotto con silene e patate

L'altro giorno ero di ritorno dal supermercato e costeggiando la recinzione del nostro piccolo giardinetto, mi son beata nel guardare i bei narcisi e i tulipani che la signora Ivana ha piantato un paio di anni fa.
Dovete sapere che le abbiamo sempre invidiato tutti, nel Condominio, i bei vasi fioriti che sfoggiava sul balcone in primavera ed in estate! Per di più, abitando lei al pianterreno e trovandosi spesso ad accudir le sue piante sul balcone, si è sempre trovata inondata di gran complimenti! Soprattutto da parte di noi donne, come è normale che sia!
Il prato di cui è circondato il Condominio, tre anni fa non aveva il carattere che ha ora: da quando lei ci ha messo mano, tutto è cambiato! Ora narcisi e tulipani bordano tutta la recinzione e cespugli di azalee e ortensie si alternano lungo il breve vialetto fra il cancello ed il portone. Violette, primule e altri fiori di cui ancora non ho colto il nome decorano il prato creando piccole chiazze spontanee, eppure ordinate.
In questo periodo è facile incontrare Ivana in giradino, indaffarata con i suoi fiori (proprietà comune...ma in fondo sono I Suoi Fiori a detta di tutti!!!). E questa volta non è andata diversamente dal solito! S'è avvicinata al portone, e vedendomi mi ha salutata col fare gentile di sempre.
"Buongiorno Signora Ivana! Stavo ammirando i narcisi!"
Ed è stato bello vederla soddisfatta del proprio lavoro e del fatto che -ancora una volta- le venisse dimostrato il nostro apprezzamento per la sua grande dedizione "Sì, son belli anche quest'anno...Ma chiamami solo Ivana, visto che io ti chiamo solo Elisa!"
Ho annuito convinta e sorridendole, ma è da quando la conosco che lei mi rimprovera bonariamente ed io annuisco convinta! Bah...Ci riuscirò eh! Ne siamo convinte entrambe!
Poi ho abbassato lo sguardo sulla sua mano. Stringeva un mazzolino di erbe. "Ha pulito un po' i fiori dalle erbacce?"
"No, mi preparo un risotto!" ha risposto lei con una scioltezza disarmante.
Io devo essermi trovata con un punto interrogativo stampato in fronte perchè è stata lei a continuare "Ho raccolto un po' di silene. Finchè non ha i fiori va bene da cucinare."
"Silene?! Non l'ho mai sentito questo nome!"
"E' un'erba spontanea. La chiamano anche carletti, stridoli...bubbolini..."
Io ero un continuo cenno di no. Poi ho scrollato un po' le spalle "Chissà quante volte me la sarò trovata davanti agli occhi! Ma questi nomi proprio non mi dicon nulla!"
"Oh, ma allora vieni che ti faccio vedere!" E tutta convinta è entrata, per sparire oltre la soglia di casa sua lasciando la porta aperta. Son rimasta lì pochi istanti in attesa che ritornasse. Ed eccola arrivare con un libro in mano. Ho sorriso nel notare che ancora non aveva posato il suo mazzolino di silene!
"Ecco! Guarda! Questa è l'immagine di quando è in fioritura!"
Eh sì, così sì, che l'ho riconosciuta! Da piccolina ricordo che prendevo un fiorellino per volta per i petali e lo staccavo dallo stelo. Poi con decisione me lo schiacciavo sul dorso della mano opposta, come fossi stata una postina alle prese con un timbro. Il risultato, il più delle volte, era uno schiocco...ed un piccolo alone arrossato nel punto del colpo!
"Non sapevo si potessero mangiare!" Ho commentato incuriosita. "Si usa per il risotto, quindi, Ivana?"
"Eh sì...Oggi faccio il risotto con questo e le patate!"
Ed io ho colto al volo l'occasione per farmi dare la sua ricetta!!!


Risotto con silene e patate, di Ivana


Ingredienti (per 2 persone)
5 pugni di riso (2 a persona + 1 per la pentola)
2 mazzetti di silene
2 patate piccole
un dado
2 noci di margarina o burro
formaggio grana

Lessare in circa un quarto di litro di acqua per una decina di minuti le punte di silene ben lavate e le patate pelate e tagliate a cubetti (le punte di silene potrebbero venire tagliate a pezzetti, ma io preferisco lasciarle intere). Aggiungere il dado e il riso. Cuocere a fuoco medio, mescolando ogni tanto e aggiungendo acqua tiepida se necessario. Verso fine cottura unire la margarina e mantecare in modo da ottenere un risotto morbido. Insaporire poi con del formaggio grana grattugiato; mescolare bene e servire ben caldo.

PS: La silene è un'erba che si trova nei prati in primavera e deve essere colta prima della fioritura. E' conosciuta anche come stridoli, strigoli, verzini, bubbolini o carletti.


...E così ho imparato il nome dell'erba con cui giocavo quando ero bambina e mi facevo diventare il dorso della mano rosso...per la gioia di Mamma!!!


Ivana, con questa sua ricetta, partecipa al contest "Risottiamo?"